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COMUNICAZIONE PUBBLICA DELLA SALUTE: PRASSI E REGOLE PER CHIEDERE SPAZIO AI MASS MEDIA

Mass Media & Salute.

«Voglio andare in televisione a parlare delle mie ricerche»: come si convince un redattore ad accettare la tua proposta?

Regole per l'Ufficio Stampa tradizionale, Televisione , ,

Le strategie per accreditarsi di fronte ai giornalisti, secondo una professionista della televisione: come scrivere una proposta convincente, se il tuo obiettivo è andare in TV, quando è il momento più opportuno per scriverla o quale media scegliere, diversamente dalla TV, a seconda del messaggio che vuoi dare all’ascoltatore. E ancora: cosa è la televisione e a cosa serve, chi la guarda, e a cosa crede il pubblico che la guarda? Da oltre venti anni in redazione, Nadia Cavalleri è vicecaposervizio a SKY e realizza servizi per SKYTG24. Si occupa di temi sanitari, approfondimenti e cronaca, raccontando l’Italia attraverso le immagini. Impatto deciso, domande dritte al ventre e poi il microfono al suo interlocutore. Al suo seguito la troupe di cameraman e tecnici. 

  • 29/08/2021

di Nadia Cavalleri (Vicecaposervizio a SKYTG24).

Fra tutti i mezzi di comunicazione di massa la «tivù», considerata sin dalla sua nascita il mezzo più potente grazie alle immagini, è diventata uno strumento vecchio, adatto a un pubblico più maturo, che magari non è troppo pratico di tablet e internet e si informa ancora “alla vecchia maniera”, vuoi per abitudine, vuoi perché ha più tempo libero a disposizione.

Qual è ancora il potenziale della televisione?

L’Italia però è un paese “vecchio” (L’età media si attesta a 46 anni), perciò il pubblico della «tivù» in termini assoluti è ancora assai numeroso. Pensiamo però alle nostre vite, a quelle dei nostri figli che frequentano l’Università: in pochi guardano un telegiornale dall’inizio alla fine e ancor meno si fermano su un programma di infotainment facendo zapping.

In questo panorama è importante capire come ci si può muovere per sfruttare il potenziale che ancora offre il mezzo. E quale sarebbe questo potenziale? Soprattutto la credibilità.

È senso comune diffuso, infatti, credere che in televisione ci siano professionisti della comunicazione che non possono mentire, perciò “se lo hanno detto in tivù è la verità”. Detto questo, bisogna capire la fondamentale differenza fra notizia (una nuova cura per una patologia, un nuovo vaccino, una nuova terapia salvavita) e informazione (screening gratuiti in un dato periodo, iniziative legate alla ricerca, procedure già note ora disponibili presso nuove strutture). Le notizie vanno nei tg e nei quotidiani, il resto invece non è così scontato che trovi spazio nelle scalette delle testate nazionali. Dopodiché bisogna capire qual è il pubblico che vogliamo raggiungere.

Capire la differenza fra notizia e informazione e conoscere il pubblico a cui vorresti rivolgerti è indispensabile per sapere se la televisione è il canale adatto al tuo obiettivo

Le tre regole fondamentali per sapere se la televisione è il canale giusto per te e come arrivarci

Se voglio parlare di una nuova profilassi contro il contagio da HIV forse dovrò spostarmi su un social media per raggiungere i giovani, diversamente se voglio parlare di tumore alla mammella sarà bene rivolgersi a un programma «tivù» seguito in prevalenza da donne, oppure a un settimanale femminile. Quindi, in sintesi: la prima regola è proporre le cose giuste al media giusto. La seconda è quella di fare una proposta sintetica, accattivante e chiara. In due righe chi riceve il comunicato stampa deve capire di cosa stiamo parlando. Terza regola fondamentale per la tivù: avere immagini spendibili oppure offrire la possibilità di farne realizzare. Molte volte capita che i servizi o le ospitate televisive sfumino o risultino poco efficaci perché non è possibile avere delle immagini a corredo.

Avere immagini spendibili oppure offrire la possibilità di realizzarne: il set proposto fa la differenza

Va sempre ricordato che il video è parte integrante della notizia e anche quella più importante, senza immagini, viene privata della sua potenza. Se si pensa poi a una ospitata, bisognerà proporre un esperto che sia in grado non solo di trasferire i concetti tecnici chiave con un linguaggio semplice, adatto a chi non è addetto ai lavori, ma anche a come proporsi. Cosa ha questo esperto che un altro non saprebbe raccontare? Qual è il valore aggiunto di ospitare proprio lui e non un suo collega?

Come riconoscere quando è il momento giusto per proporti a una televisione?

L’ultimo consiglio, che può sembrare banale ma si rivela una buccia di banana, è evitare di proporre temi completamente “fuori tema”. Per esperienza, dopo quasi 20 anni nella redazione di una testata televisiva nazionale, posso assicurare che anche la notizia più interessante, se arriva nel momento sbagliato, si brucia e passa in secondo piano. Se il mondo, per esempio, è con il fiato sospeso per l’escalation di violenza in Afghanistan, causato dal ritorno dei talebani e il 75% dei tg si sviluppa attorno a questo unico tema, sarà molto difficile far passare un servizio che parla di un nuovo farmaco contro il mal di stomaco.

Nadia Cavalleri

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