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II - Boost web reputation.

Aumentare le visite al tuo sito e comparire ai primi posti nelle ricerche di Google per farti trovare dal tuo pubblico: è l’ambizione di chiunque voglia fare comunicazione. Le performance del tuo sito dipendono certamente dalla tua popolarità, ma non finisce qui. Esistono strumenti informatici in grado di “convincere” Google, e gli altri motori di ricerca, che il tuo sito, per un determinato argomento, è la fonte più affidabile e autorevole da consultare. Non significa barare e non significa nemmeno fare pubblicità a pagamento. Significa fare sapere a Internet che esisti e sei raggiungibile. Immagina Internet come una giungla: da qualche parte c’è un paziente che ha bisogno di essere soccorso e, molto lontano, un medico specializzato. In questo scenario, Google è la mappa. Medico e paziente riusciranno a incontrarsi soltanto se riusciranno ad aggiornare Google con la propria posizione: in questo modo l’uno potrà vedere dove si trova l’altro. Fuor di metafora, favorire questo incontro tra il medico e/o scienziato e il suo pubblico è un lavoro di informatica molto complesso, ma estremamente efficace. Noi però abbiamo gli esperti: informatici e web strategist in grado di implementare il tuo sito di accorgimenti capaci di farlo emergere dal caos informativo di Internet. Gli stessi strumenti sono utili a chi deve fare semplicemente comunicazione della salute, come società scientifiche e associazioni di pazienti, centri di ricerca oppure liberi professionisti con il legittimo obiettivo di farsi trovare da pazienti che abbiano bisogno delle sue prestazioni.

«Se vuoi nascondere un cadavere mettilo nella seconda pagina di Google: lì nessuna guarda mai».

Questa citazione, frequente tra gli esperti di marketing, rende molto bene quale deve essere lo scopo di un sito internet.

Sì, perché un professionista (e non fanno eccezione i professionisti della salute), si parli di una associazione profit o non profit, deve prima di tutto avere un sito web, e poi deve saperlo aggiornare in maniera da renderlo competitivo rispetto ai propri concorrenti. Sia che il fine sia quello di vendere oppure semplicemente informare, il tuo sito web deve comparire nei primi dieci risultati delle ricerche di Google, vale a dire la prima pagina. Se ci fai caso anche tu, probabilmente, cercando informazioni su Google e gli altri motori di ricerca, ti soffermerai, nella maggior parte delle volte, a esaminare soltanto la prima pagina dei risultati e solo raramente sceglierai fonti che si trovano in seconda o terza pagina.

Vorresti comparire nella prima pagina dei risultati di Google con il tuo sito? Noi sappiamo come si fa. Se vuoi saperlo anche tu arriva a leggere sino alla fine di questo articolo, oppure contattaci direttamente, senza impegno.

Ma tieni a mente che se non compari nei primi dieci risultati di una ricerca su Google e/o altro motori di ricerca, nessuno saprà che esisti, perché Il web è diventato il media più pervasivo, ancora più di quotidiani, radio e TV: cittadini e pazienti cercano informazioni di natura sanitaria, in primis, sempre su Internet. Per farsi una idea del sorpasso da parte dei nuovi media (social e web) rispetto ai tradizionali (giornali, radio e TV) basta pensare a come politici e personaggi dello spettacolo o VIP a vario titolo affidano le notizie che lo riguardano direttamente al proprio sito o a Facebook o a Twitter, bypassando agenzie di stampa e redazioni.

Hai ancora dubbi sulla necessità di avere un sito internet performante? Molti sono portati a pensare che il passa-parola sia sufficiente a rendere competitiva una attività. In realtà, pensaci bene. Se ricevi una notizia di tuo interesse, qual è la prima cosa che fai se vuoi verificarla e approfondirla? Ti precipiti alla prima edicola per comprare un giornale? Accendi la radio sperando di intercettare un programma che stia parlando proprio dell’informazione che stai cercando di approfondire? Fai zapping sulla TV fino a trovare il TG o il programma che ne parla? No, con tutta probabilità sfilerai dalla tasca il tuo smartphone ed eseguirai una ricerca su Google (o Safari per chi utilizza prodotti Apple e altri motori di ricerca).

Dopo avere preso in mano lo smartphone e digitato le parole chiave per approfondire il tema che vi interessa in quel momento, quale risultato consulterete? Quasi sempre il primo, il secondo, magari il terzo, ma certamente non un portale che compare nella seconda o, peggio, nella terza pagina di Google. Quasi come se i risultati in seconda o terza pagina fossero inaffidabili.

C’è una parte di verità: Google ti propone per primi i risultati più affini alle parole chiave che hai digitato e i siti che il suo algoritmo ritiene più consoni e validi per una determinata ricerca.

A questo punto vi sveliamo un segreto: è possibile educare Google a prendere in considerazione il tuo sito, al posto di quello del tuo concorrente. Per fare in modo che ciò accada lo sviluppatore del sito dovrà inserire in questo alcuni accorgimenti che influenzano l’algoritmo di Google convincendolo che il tuo sito merita di comparire tra i primi dieci risultati (Prima pagina). Implementare il sito di elementi che convincono Google che il tuo sito merita la prima pagina è una vera e propria scienza: si chiama Search Engine Optimization (SEO) e consta di tutte quelle attività volte a migliorare l’indicizzazione e il posizionamento da parte dei motori di ricerca. Analogamente, le attività di Search engine marketing (SEM),  sono l’insieme, indispensabile, delle attività di web marketing utili ad aumentare la visibilità e la rintracciabilità di un sito web con l’uso dei motori di ricerca.

Vuoi saperne di più su SEO e SEM?
Leggi, sulla nostra rivista ufficiale Mass Media & Salute, l’articolo del web strategist Davide Gambardella,
“SEO e SEM: le applicazioni senza le quali il tuo sito sarebbe invisibile a Google e superato dalla concorrenza”.

Queste strategie appena elencate sono solo l’ABC, perché da sole non bastano a convincere Google che sei il migliore nel tuo campo. Affinché un sito possa competere al massimo, è necessario applicare quello che noi chiamiamo SEO continuativo. Si tratta di un servizio molto complesso, svolto da web strategist e ingegneri informatici che, quotidianamente, aggiornano il sito intervenendo, costantemente, con migliorie, per stare al passo con l’evoluzione dell’algoritmo di Google.

Una volta intraprese tutte queste azioni il tuo sito sarà percepito da Google (e gli altri motori di ricerca) come il sito che fornisce le informazioni più chiare e corrette nel tuo campo. E quando un utente eseguirà nuove ricerche troverà il tuo sito tra i primi risultati. Vuoi una prova della bontà e della efficacia di questo metodo? Guarda lo screenshot seguente: digitando la parola chiave «Nichel», Google propone come primo risultato una pagina del sito della Società Italiana di Tossicologia (SITOX).

SITOX è nostro partner e si affidata a DNA Media Lab per diventare il principale referente in Italia per quanto riguarda informazioni di carattere tossicologico (Dipendenze patologoche, filiera alimentare, veleni e dosi tollerabili etc.).

Bella soddisfazione essere considerati la fonte di informazione più importante nel nostro campo, soprassando giganti del web come il sito del Ministero della Salute. Nessuna pubblicità: questo risultato lo abbiamo raggiunto applicando le regole del SEO continuativo. Intendiamoci allora meglio su cosa significa SEO continuativo.

Gli algoritmi dei motori di ricerca (Google, Safari & Co.) vengono aggiornati, mediamente, una volta alla settimana. Perciò dovrebbe esserci una persona, con determinate competenze, che studia gli aggiornamenti e di conseguenza apporta modifiche al codice del sito. Dato che parliamo di linguaggio (gli algoritmi sono un linguaggio matematico e informatico) immaginate l’evoluzione delle lingue: la lingua che parlavamo 2000 anni fa, il latino, nel tempo è evoluta, arrivando all’italiano che parliamo in questa epoca.

Stessa cosa vale per il linguaggio matematico e informatico: dal momento che i motori di ricerca modificano i propri algoritmi (con una frequenza media di un intervento a settimana) questi cambiano ed evolvono. Un informatico che lavora in ottica SEO segue e studia le evoluzioni del linguaggio di Google (algoritmi). In questo modo può aggiornare il codice del sito in maniera che sito e motori di ricerca continuino a parlare la stessa lingua.

Se ciò avviene, il sito segue e “insegue” Google e gli altri motori di ricerca, adattandosi al linguaggio dei loro algoritmi in evoluzione. Se ciò non avviene, sito e motori di ricerca, col tempo parleranno linguaggi sempre più diversi: un po’ come vivere nel 2021 parlando ancora il latino. Quindi, le regole della guida valgono sempre e non ci costa nulla seguirle, ma a fare la vera differenza, in termini di visibilità, è applicare il SEO continuativo: solo in questo modo siti internet e motori di ricerca potranno dialogare comprendendosi a vicenda, con il risultato di riconoscere da parte dei motori di ricerca la affidabilità e l’autorevolezza del tuo sito web.

Ancora più significativo delle parole, di qualsiasi metafora o lungo “spiegone” è il grafico, qui sotto, sull’andamento della performance di un sito internet, prima e dopo avere applicato il SEO continuativo:

Come è possibile vedere, a partire dal maggio 2019, momento in cui sono state applicate le azioni di SEO continuativo, gli accessi sono bruscamente saliti, passando da una decina di visite al mese a quasi 4.000 visite al mese (3789 visite, per esattezza). Avete ancora dubbi sulla preziosità di investire in SEO?