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COMUNICAZIONE PUBBLICA DELLA SALUTE: PRASSI E REGOLE PER CHIEDERE SPAZIO AI MASS MEDIA

Mass Media & Salute.

Quotidiani, radio e TV non bastano: perché è indispensabile presidiare anche il web per avere visibilità e migliorare la reputazione della tua attività?

Salute & società, Strategie per il web , , , , ,

Un operatore sanitario, un’associazione di pazienti, un’azienda del campo biomedico o un medico libero-professionista, per essere visibile sui mass media e portare efficacemente i suoi messaggi al pubblico, non può esimersi dall’essere presente (con costanza) anche sul web. Giornali, radio e soprattutto TV sono ancora fondamentali per affermare la tua (innanzitutto esistenza) reputazione di esperto, ma cittadini e pazienti, per informarsi su temi che riguardano la salute, consultano in primis Internet. Avere allora un sito studiato ad hoc e account social opportunamente organizzati per intercettare il tuo pubblico sono la chiave per affermarti in qualità di autorità nel tuo campo: è sul web che le persone vivono diverse ore al giorno e in questo luogo virtuale, per risparmiare tempo, cercano risposte in tema di salute, molto prima di rivolgersi al medico di famiglia o a uno specialista. Prima ti dimostreremo quanto sosteniamo, poi ti forniremo gratuitamente alcuni buoni consigli e strategie per essere in prima linea sul web. Soltanto una volta consolidata la tua presenza su questi canali, pazienti e anche giornalisti verranno spontaneamente a cercarti per chiedere il parere dell’esperto. A spiegarci tutto quanto sopra è il Dott. Davide Gambardella, uno dei più stimati digital strategist, copywriter, SEO specialist e formatore web in Italia, in forze all’Agenzia di comunicazione Immaginificio da dove moltiplica il fatturato delle aziende che segue.

  • 31/08/2021

di Davide Gambardella (Digital strategist, copywriter, SEO specialist e formatore web – Immaginificio).

Il 2020 è stato l’anno in cui il digitale ha avuto un impatto senza precedenti sulle vite di tutti noi. Gli italiani, in particolare, hanno utilizzato il web per molte attività che, in precedenza, svolgevano soltanto off-line. Il Digital News Report, vale a dire l’analisi annuale del Reuters Institute sullo stato del giornalismo, in effetti mostra come gli utenti abbiano spostato la loro attività informativa in rete.

Credere nell’informazione

Il rapporto offre un primo dato molto interessante: il 29 per cento degli italiani dichiara di avere fiducia nel sistema informativo. È un dato in netta diminuzione rispetto all’anno precedente (39 per cento), ma che ha una chiave di lettura molto interessate. La fiducia nelle notizie aumenta (30 per cento) per quelle offerte come risultato di ricerca da parte di motori come Google e Bing, mentre cala vorticosamente quando le stesse informazioni sono veicolate attraverso i social network. L’aumento dei punti di contatto con l’informazione ha permesso all’utente di scegliere quali sono le fonti più attendibili e il web viene visto come uno dei contenitori più affidabili.

Farsi trovare da chi ci sta cercando

Proviamo a capire meglio cosa significa sostenere che il web è lo strumento più adatto per cercare informazioni. Sempre nel report indicato e grazie a un approfondimento di Vincenzo Cosenza è possibile sapere che il 37 per cento degli intervistati dichiara di utilizzare i motori di ricerca per ricercare informazioni, ma solo il 18 per cento visita direttamente il sito web della testata sulla quale legge la notizia. Questo significa che Google e i suoi algoritmi rappresentano il nuovo interlocutore anche per chi fa informazione scientifica. Le attività SEO che permettono a un sito di essere correttamente indicizzato (proposto cioè dai motori di ricerca a un utente che esegue una ricerca) da Google non sono più un optional, ma una esigenza. La necessità di presidiare il web e i social con strategie integrate che supportino la presenza delle informazioni scientifiche all’interno di quotidiani, radio e tv è fondamentale.

Anche i social media sono importanti

Per quanto gli intervistati dichiarino di non fidarsi molto delle notizie che appaiono nei social, il 27 per cento degli italiani dichiara di affidare proprio a questi tipi di contenitori la ricerca di notizie, con grande utilizzo di Facebook (56 per cento). Questo significa che una buona strategia digitale, finalizzata ad avere visibilità e credibilità, deve tenere conto di tutti gli strumenti che gli utenti utilizzano per la ricerca di informazioni, anche sulla propria salute. Leggi a questo proposito l’analisi di Cristina Da Rold in questa stessa rivista. Il 16° Rapporto Censis sulla Comunicazione evidenzia poi come gli italiani indichino Facebook come secondo strumento di diffusione delle notizie, secondo soltanto ai telegiornali.

Il 27 per cento degli italiani che utilizza i social dichiara di affidare proprio a questi tipi di contenitori la ricerca di notizie, con grande ricorso a Facebook (56 per cento).

Le attività SEO che permettono a un sito di essere correttamente indicizzato (proposto cioè dai motori di ricerca a un utente che esegue una ricerca) da Google non sono più un optional, ma una esigenza.

Radio, TV, web e social: la visibilità per i professionisti della salute passa da qui

La grande quantità di informazioni prodotta e i tantissimi canali attraverso cui veicolarla richiedono sempre più una strategia di posizionamento e l’intervento di diverse figure professionali. Gli spazi online dedicati all’informazione sono molti e, con una scelta oculata di contenuti, strumenti e professionalità, possono essere a disposizione della comunicazione delle aziende.

Davide Gambardella

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