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Freevax, così i “liberi di scegliere” danneggiano i responsabili

Con oltre 80mila persone colpite e 72 decessi in Europa e Paesi dell’Est, per l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) il 2018 ha fatto registrare un nuovo record di casi di morbillo, tre volte più alto che nel 2017 e quindici volte quello del 2016 

Benché la copertura vaccinale sia globalmente alta, secondo gli esperti, il ritmo delle vaccinazioni non è comunque sufficiente a fermare la circolazione del virus. Dov’è quindi la falla?

Alle campagne di sensibilizzazione resistono qua e là “sacche” nel territorio a fare da incubatrici. La causa del problema è, infatti, emersa analizzando i dati locali: nuovi focolai sono nati in comunità nelle quali vivevano persone non vaccinate: sono i “liberi di scegliere”, chi cioè si oppone all’obbligo vaccinale.

I dati sono evidenti per esempio nel riminese, in Italia, dove si trovano attualmente in osservazione 600 persone, con 17 pazienti sicuramente contagiati. Qui, ha fatto sapere l’Ausl locale, le persone risultate infette, non si erano sottoposte al vaccino.

Negli anni scorsi l’obbligo vaccinale, introdotto con il decreto Lorenzin, aveva tamponato il rischio di una epidemia, quando la copertura era scesa sotto al 95%, il valore soglia necessario per garantire l’immunità di gregge.

Alla misura introdotta dall’ex ministro Lorenzin si oppongono adesso movimenti dal basso che sostengono la “libertà di scelta”.

Il pensiero dominante in queste comunità freevax o novax è il seguente: esercitando la volontà cosciente e meditata di rinunciare al vaccino e quindi alla copertura dal contagio, e accettando in tutta consapevolezza il rischio di ammalarmi, non faccio nulla di male agli altri ma, al limite, solo a me stesso.

Il ragionamento è condivisibile? Per rispondere dobbiamo fare almeno tre considerazioni.

✔️ Se tutti seguissero questo ragionamento il risultato sarebbe, con tutta probabilità, una epidemia di morbillo: un soggetto non vaccinato non viene contagiato, se vive circondato da persone vaccinate, perché queste ultime fanno da “scudo“. Non potendo ammalarsi, infatti, non veicolano il virus a chi è privo di copertura. Va da sé, però, che se tutti optassero per la libertà di scelta il virus si diffonderebbe molto velocemente.

Inoltre, non serve che tutti esercitino questa “obiezione di coscienza” per mettere in pericolo la popolazione. Basterebbe che poche persone rinunciassero al vaccino: è un fatto, assodato dalla statistica medica e dall’epidemiologia, che se la copertura vaccinale scende sotto al 95% lo “scudo” non è più valido (concetto di immunità di gregge).

Affinché quindi una élite di “liberi di scegliere” eserciti il proprio diritto a scegliere, senza scatenare una epidemia, la restante grande maggioranza della popolazione dovrebbe invece osservare l’obbligo vaccinale.

Se la libertà di scegliere di non vaccinarsi può coesistere solo per una élite, nella pacifica convivenza tra persone della stessa società, è dunque una riflessione in tema di etica e filosofia del diritto che queste persone dovrebbero affrontare.

La contro-obiezione della comunità freevax è però la seguente: se tutte le persone che esercitano libertà di scelta sono consapevoli del rischio e lo accettano, il problema non si pone, perché di fronte a una epidemia saprebbero, in coscienza, di esserne responsabili e, esclusi ripensamenti, la accetterebbero.

In questo caso però i confini della libertà dell’individuo oltrepassano i confini dello Stato di diritto, a garanzia della salvaguardia della società che rappresenta: una epidemia, infatti, è questione di pubblica sicurezza.

Senza contare che i minori, che non sono liberi di prendere scelte per la propria salute, sarebbero esposti loro malgrado a qualunque destino la libertà di scelta nei confronti del vaccino comporta.

✔️ L’esercizio di scegliere liberamente di non vaccinarsi non solo non è etico, ma è pericoloso, anche se fosse concesso a una élite di persone “scudate” da una maggioranza responsabile, vaccinata. Per alcune persone, infatti, vaccinarsi non è semplicemente un diritto, ma addirittura un lusso.

Vediamo perché.

Esistono numerosi pazienti che hanno subito trapianti, oppure pazienti con diagnosi di tumore e sottoposti a chemioterapia oncologica. Questa popolazione di pazienti, non sempre, può sottoporsi a vaccino. Infatti, i farmaci che prendono a causa della loro condizione deprimono il loro sistema immunitario (si dice che questi pazienti sono immunocompromessi).

A questa popolazione si aggiunge quella che il sistema immunitario compromesso ce l’ha a causa di malattie che provocano immunodeficienza, come per esempio l’Aids.

Queste popolazioni di pazienti, per cause che non derivano da una propria scelta libera, bensì da malattie molto gravi, spesso non sono vaccinate e quindi si trovano nella condizione di potere essere contagiate.

Quindi, la persona adulta e sana che, in piena coscienza, ha scelto liberamente di non vaccinarsi, se si ammalasse di morbillo, potrebbe contagiare chi avrebbe voluto vaccinarsi ma non ha potuto.

Inoltre, la persona sana potrebbe sottoporsi a cure e guarire, mentre per il paziente immunocompromesso, in quanto tale, sarebbe doppiamente svantaggiato, perché la guarigione potrebbe essere più difficoltosa a causa del suo sistema immunitario compromesso.

✔️ La persona che ha liberamente scelto di non vaccinarsi e che, accettando il rischio di ammalarsi, si è ammalata dovrà essere curata, e quindi essere presa in carico dal Sistema sanitario nazionale (SSN), universalistico e gratuito.

Le cure dispensate a questa persona (farmaci ed eventuale ricovero) hanno naturalmente dei costi. Costi che, essendo coperti dal SSN, sono a carico della comunità intera che li sovvenziona con le proprie tasse.

È giusto che la persona che ha deciso di vaccinarsi, limitando il contagio e quindi la spesa di cure e ricoveri, paghi l’assistenza alla persona che ha liberamente scelto di non vaccinarsi, accettando di ammalarsi?

Di fronte a queste considerazioni la contro-obiezione generale della comunità freevax è la seguente: l’obbligo vaccinale è stato introdotto soltanto da poco tempo, eppure prima vivevamo in salute, inoltre in numerosi paesi europei non è previsto, quindi non si vede perché tutto a un tratto è necessario.

La risposta è semplice: spesso in passato in Italia, e tutt’ora negli altri paesi, la copertura vaccinale in almeno il 95% della popolazione (immunità di gregge) ha contenuto la circolazione del virus.

Da quando però il senso civico non basta più a tamponare le epidemie è stato introdotto l’obbligo vaccinale come misura di sicurezza pubblica a una questione di sanità pubblica.

Bibliografia:

http://www.euro.who.int/__data/assets/pdf_file/0004/394060/2019_01_Epi_Data_EN_Jan-Dec-2018.pdf?ua=1

https://www.bbc.com/news/health-47157020

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