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Sperimentazione animale: lettera di FISV a Le Scienze

 «Sono costretto a misure di sicurezza, in contatto costante con la Digos, che monitora tutti i miei spostamenti. Anche la mia personale residenza è segnalata come sito sensibile dalle forze dell’ordine». Succede, non di rado in Italia, che la vita di un ricercatore scientifico, assomigli a quella di un collaboratore di giustizia, nel mirino di chi lo vorrebbe addirittura morto.

Su Le Scienze, l’articolo che abbiamo redatto con FISV – Federazione Italiana Scienze della Vita sul caso del ricercatore dell’Università degli Studi di Torino Marco Tamietto, minacciato di morte, che riapre la questione sulla sperimentazione animale: a cosa servono, davvero, gli esperimenti sugli animali, come vengono trattati, quali sono le leggi, i costi, gli obblighi.

Tutte le risposte che la Federazione Italiana Scienze della vita può dare al pubblico e il racconto, in esclusiva a FISV, del prof. Tamietto.

Se pensate che il ricercatore scientifico che fa esperimenti su animali sia un sadico e in combutta con Big Pharma, sappiate che… magari la ricerca potesse fare a meno della sperimentazione animale.

Solo qualche dato:

I costi annuali (ci riferiamo a una stima) per la gestione dello stabulario (alloggiamento per gli animali) ammontano in media per un Istituto di ricerca di dimensioni medie a circa 200.000 euro. A ciò si deve aggiungere che ogni singolo topo (prendendo ad esempio questo modello animale) ha un costo che varia da 15 a 165 euro (+IVA) a seconda del ceppo utilizzato nella sperimentazione. Le ditte che forniscono tali animali inseriscono inoltre costi aggiuntivi per le speciali confezioni e la spedizione che superano i 50 euro a consegna.

A ciò aggiungiamo anche altri 1000 euro annui per anestetici e antidolorifici, e il costo della manutenzione delle gabbie ventilate (filtri e quant’altro) difficilmente stimabili. «Bisogna anche considerare le attrezzature e il personale qualificato e relativi salari, oltre ai costi del loro continuo aggiornamento», ricorda Tamietto.

Ecco perché, se lo scienziato potesse fare a meno della sperimentazione animale lo farebbe.

Ma i costi non sono l’unico motivo. Leggete l’articolo 

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