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COVID-19, vaccino russo. FISV: “Proclama da guerra fredda”

Il Presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato il giorno 11 Agosto che è stata effettuata in Russia la registrazione di un vaccino contro il coronavirus. Questa dichiarazione appare più come un proclama da guerra fredda, destinata sostanzialmente a creare un clima di destabilizzazione nei confronti degli sforzi degli scienziati che nel resto del mondo stanno compiendo sforzi immani per portare avanti numerosi programmi vaccinali con rigore e trasparenza scientifica.

Infatti del vaccino sviluppato dall’Istituto Gamaleya non si sa praticamente quasi nulla. Apparentemente è basato su un vettore Adenovirale umano di sierotipo 5, simile a quello utilizzato dalla ditta cinese Cansino Bio. Questo tipo di vettore ha dei limiti intrinseci legati al fatto che circa il 50% della popolazione è stata già in contatto durante la vita con Adenovirus di sierotipo 5, e quindi ha sviluppato anticorpi neutralizzanti che ne limitano l’efficacia.

Questo è il motivo per nei paesi occidentali sono stati sviluppati vettori adenovirali che non hanno questi problemi, quali vettori umani di altri sierotipi (Es Adeno26) oppure vettori derivati dagli scimpanzè. A parte questa considerazione il vaccino russo avrebbe da poco concluso gli studi di fase I e II a da pochi giorni iniziato uno studio di Fase III.

Nessun dato relativo a queste sperimentazioni è stato mai riportato su riviste scientifiche internazionali, o nazionali, oppure in eventuali altri comunicati. Non è chiaro quindi come sia possibile registrare un vaccino su queste basi. Tutto ciò è contrario alle comuni regole del sapere scientifico e deve spingere tutti a recepire con grande cautela questa dichiarazioni.

Gennaro Ciliberto (Presidente Federazione Italiana Scienze della Vita – FISV)

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